COME DISINFETTARE UN ENDOSCOPIO: TUTTI I PASSAGGI

COME DISINFETTARE UN ENDOSCOPIO: TUTTI I PASSAGGI

L’inadeguata pulizia e disinfezione degli strumenti di lavoro rappresentano uno dei principali timori relativi alla potenziale trasmissione di infezioni durante le procedure endoscopiche.

Tuttavia, l’esecuzione scrupolosa delle corrette linee guida consente di ridurre completamente questo tipo di rischio.

Disinfezione e sterilizzazione: le differenze

Per comprendere il procedimento alla base della preparazione degli strumenti endoscopici, è bene innanzitutto avere ben chiara la differenza tra disinfezione e sterilizzazione.

La disinfezione è un processo in grado di uccidere un numero elevato di diverse tipologie di batteri non sporigeni, funghi, virus (idrofili e lipofili) e micobatteri, ma non assicura necessariamente l’eliminazione di ogni spora batterica.

La sterilizzazione, al contrario, può essere definita come il procedimento che consente l’uccisione di ogni tipologia di microbo, compresi quelli considerati generalmente altamente resistenti.

La principale differenza sta nei tempi di esposizione, molto più lunghi nel secondo caso. È bene tuttavia ricordare che strumenti come gastroscopi o endoscopi, per il fine per cui sono stati progettati, non vanno ad infrangere le barriere tra aree sterili e non sterili del corpo; ciò significa che una corretta procedura di disinfezione è più che sufficiente per garantire la sicurezza sia del paziente che del medico.

La disinfezione permette infatti non solo di prevenire l’insorgenza di infezioni, ma anche di controllare e monitorare la diffusione di un’infezione già esistente.

Quali sono le fasi di disinfezione dell’endoscopio

Al fine di rendere la procedura di disinfezione più efficace, è necessario innanzitutto assicurarsi che non siano presenti detriti in grado di interferire sull’azione disinfettante delle soluzioni utilizzate per l’eliminazione dei microrganismi.

Per questa ragione, subito dopo aver rimosso l’endoscopio dal corpo del paziente, si procede con una prima pulizia tramite un panno o una spugna imbevuti in uno specifico detergente.

Dopodiché, lo strumento sarà trasferito in una zona appositamente allestita per la procedura di disinfezione, dove si provvederà al risciacquo dell’endoscopio fino ad ottenere un’acqua limpida. L’asciugatura avviene invece tramite l’utilizzo di un apposito aspiratore ad aria, il quale dev’essere anch’esso sottoposto a sua volta ad uno specifico procedimento di pulizia.

L’endoscopio viene a questo punto inserito all’interno di un contenitore chiuso e spostato in una nuova area, che si trova in una stanza completamente separata dalla precedente, al fine di ridurre al minimo il rischio di contaminazione. Una volta qui, sarà necessario procedere con una prima fase di pulizia manuale.

All’interno di una sorta di bacinella, viene preparata una speciale soluzione ad acqua con l’aggiunta di un detergente appositamente formulato allo scopo. Dopo aver immerso l’endoscopio e tutte le sue parti rimovibili, si procede con la pulizia tramite l’utilizzo di una piccola spazzola a setole morbide e strumenti analoghi non abrasivi. Talvolta lo strumento viene lasciato in ammollo per una durata variabile a seconda delle indicazioni del produttore.

Una volta terminata la pulizia manuale, si procede con l’asciugatura, prima ad aria, e poi con un panno morbido. L’endoscopio sarà poi riposto all’interno di un apposito contenitore per evitare possibili contaminazioni.

Esiste tuttavia anche una procedura di disinfezione dell’endoscopio automatizzata, in cui ci si avvale di apposite apparecchiature che eseguono il ciclo di pulizia dall’inizio alla fine, replicando i passaggi appena descritti. Sebbene tali macchinari costituiscano un valido ausilio, a seconda delle indicazioni del produttore potrebbe comunque rivelarsi necessario effettuare un ultimo passaggio a mano.

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