Come effettuare una diagnosi delle I.B.D.

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La diagnosi di una malattia infiammatoria cronica intestinale (I.B.D.) può rivelarsi abbastanza problematica, soprattutto nei suoi stadi iniziali. La possibile equivocità dei sintomi, spesso simili a quelli di molte altre patologie, richiede quindi l’esecuzione di esami specifici in grado di valutare in maniera accurata lo stato dei tratti gastrointestinali coinvolti.

Pensi di soffrire di una malattia infiammatoria cronica intestinale? Rivolgiti al tuo medico.
Se pensi di essere affetto da una malattia infiammatoria cronica intestinale, la prima cosa da fare è rivolgerti al tuo medico di fiducia: sarà lui per primo ad effettuare un’analisi dei tuoi sintomi e, attraverso una visita medica, prescrivere eventuali controlli di approfondimento.

La visita medica consisterà nella palpazione dell’addome, grazie a cui il medico potrà analizzare le dimensioni di alcuni organi, come ad esempio il fegato, e nell’ascolto tramite stetoscopio di eventuali rumori addominali.
Al fine di aiutare la valutazione medica, è importante riferire nel dettaglio ogni sintomo riscontrato, anche quelli che apparentemente non sembrano correlati alla manifestazione di una malattia infiammatoria cronica intestinale. Anche lo stile di vita è di fondamentale rilevanza: assicurati di rendere partecipe il tuo medico di alcune importanti informazioni come il tuo regime alimentare, le tue abitudini quotidiane (ad esempio il fumo) e l’eventuale utilizzo di farmaci o integratori.

Sebbene alcuni di questi dati possano risultare superflui agli occhi di molti pazienti, saranno invece indispensabili per fornire al medico un quadro complessivo del tuo stato di salute. Per questa ragione, non trascurare nessun dettaglio, ma lascia che sia il tuo medico curante a stabilire la correlazione con un’eventuale malattia infiammatoria cronica intestinale.

Da parte sua, sarà compito del medico porre una serie di domande in grado di aiutare ad una valutazione delle tue condizioni generali: da quanto tempo persistono i sintomi? Ogni quanto si ripresentano? Qual è l’intensità dei dolori addominali? Hai notato lesioni anomale in bocca o in altre zone del corpo?
Queste sono alcune delle domande a cui probabilmente dovrai rispondere: non farti cogliere impreparato!

Esami per la diagnosi delle malattie infiammatorie croniche intestinali.
Una volta effettuata la visita medica, sarà necessario effettuare esami specifici per la diagnosi di una malattia infiammatoria cronica intestinale ed escludere la presenza di eventuali altre patologie.
Le tecniche diagnostiche utilizzate possono variare a seconda dei casi, in linea generale si tratta di:

  • Esami del sangue

Gli esami del sangue rappresentano un ottimo strumento per ottenere degli indicatori su un possibile cattivo funzionamento del tuo organismo. Sebbene non esista un test specifico per la diagnosi delle malattie infiammatorie croniche intestinali, gli esami del sangue rappresentano comunque un valido ausilio.
In una fase iniziale, il medico potrebbe richiedere in particolare l’analisi di:

    • Emocromo completo, grazie a cui sarà possibile individuare anomalie come anemia o carenze vitaminiche;
    • Pannello metabolico completo, tramite cui raccogliere informazioni su sostanze come glucosio, potassio, sodio, calcio, proteine e elettroliti, fondamentali per un corretto funzionamento del metabolismo;
    • PCR (proteina C reattiva), una proteina prodotta dal fegato i cui valori tendono ad innalzarsi in caso di infiammazione in corso nell’organismo;
    • VES (velocità di eritrosedimentazione), anch’essa in grado di segnalare la presenza di un’infiammazione attraverso la misurazione della velocità in cui i globuli rossi si sedimentano sul fondo della provetta, contenente un campione di sangue reso incoagulabile.
  • Esame delle feci

Per la diagnosi delle malattie infiammatorie croniche intestinali è fondamentale sottoporsi ad un esame delle feci, tramite cui sarà possibile escludere eventuali altre cause alla base di sintomi come diarrea o crampi addominali.
In particolare, dalla raccolta delle feci verranno effettuate ricerche ed analisi di:

    • Eventuali infezioni parassitarie;
    • CMV (Citomegalovirus), un virus appartenente alla famiglia degli Herpesvirus che, sebbene piuttosto diffuso a livello globale, nella maggior parte dei soggetti rimane latente.
    • Clostridium difficile, un batterio normalmente presente nell’intestino che può talvolta essere causa di infezioni;
    • Anti-tTG, un marcatore della celiachia;
    • Leucociti, indicatori di uno stato infiammatorio;
    • Calprotectina e lactoferrina, entrambi marcatori specifici di un’infiammazione in corso.

Qualora dopo una valutazione delle analisi, il medico arrivi ad escludere la presenza di ulteriori patologie e sospetti l’insorgenza di una malattia infiammatoria cronica intestinale, potranno essere richiesti degli esami diagnostici specifici in grado di identificare e differenziare tra loro la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. Tra questi:

  • Radiografia addominale e TAC

Entrambe le procedure vengono eseguite nelle fasi precoci di manifestazione della malattia e aiutano ad effettuare una valutazione dello stato di salute dell’intestino.

  • Radiografia con bario

La radiografia a contrasto con il bario permette di osservare più nel dettaglio lo stato delle pareti intestinali e individuare eventuali importanti complicanze.

  • Sigmoidoscopia

La sigmoidoscopia è una tecnica diagnostica che permette la visione diretta delle pareti intestinali. La sua finalità è un’esplorazione visiva dell’ano, del retto e del tratto terminale del colon (denominato sigma o colon sigmoide).

  • Colonscopia

La colonscopia rappresenta uno dei più efficaci strumenti di analisi del colon. Attraverso l’utilizzo un tubicino endoscopico, alla cui estremità è fissata una piccola telecamera, è possibile esaminare l’intero stato di salute del colon.
È possibile che durante la colonscopia il medico decida di procedere con una biopsia, ovvero con il prelevamento di un campione di tessuto da sottoporre in seguito ad esame istologico.

Successivamente alla diagnosi di una malattia infiammatoria cronica intestinale, è bene tenere in conto l’eventualità di dover ripetere più volte gli esami diagnostici, al fine di monitorare le condizioni di salute dell’intestino, l’efficacia dei trattamenti a cui è stato sottoposto il paziente ed eventuali effetti collaterali.

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