DISPOSITIVI NUTRIZIONE ARTIFICIALE: QUALI SONO?

DISPOSITIVI NUTRIZIONE ARTIFICIALE: QUALI SONO?

La nutrizione artificiale (NA) viene utilizzata in quei pazienti che hanno una normale capacità digestiva ma che non hanno la possibilità di nutrirsi adeguatamente, oltre che in modo autonomo e naturale, per bocca.

Questo trattamento può avere carattere temporaneo, ad esempio, laddove vi sia una patologia del cavo orale per la quale si è reso necessario un intervento chirurgico ma sia previsto il recupero in tempi brevi, oppure può avere carattere permanente nel caso in cui vi siano, ad esempio, problemi neurologici cronici che impediscono una corretta deglutizione, lesioni permanenti del tratto oro-esofageo come anche il decadimento delle funzioni cognitive causato dall’avanzare dell’età o la demenza senile.

Infine, viene proposta anche ai familiari delle persone solo in parte o del tutto di coscienza (cioè nei pazienti in stato vegetativo), come terapia salvavita per le ricoverate nei reparti di rianimazione o di lungodegenza in vari stadi di gravità ma con una prospettiva di sopravvivenza abbastanza lunga.

Date le molte casistiche in cui si utilizza, quali sono i dispostivi per la nutrizione artificiale?

Cosa è la nutrizione artificiale

La nutrizione artificiale (NA) consiste in un insieme di procedure mediche che permettono la corretta nutrizione di quei pazienti che non sono in grado, in via momentanea o permanente, di assumere gli alimenti necessari per via orale o che risultano malnutriti perché non assumono un adeguato apporto nutritivo, per incapacità o per volontà.

Essa differisce completamente dall’alimentazione assistita (durante la quale la persona ha bisogno di essere imboccata e per la quale viene frullato il cibo per far fronte all’incapacità di masticare e/o di deglutire in modo corretto), perché sostituisce in toto le funzioni fisiologiche del paziente ed è da considerarsi come un trattamento medico sostitutivo a tutti gli effetti.

Quale alimentazione

Attraverso il dispositivo per la nutrizione artificiale più adatto, vengono somministrate al paziente le cosiddette miscele nutritive, che risultano essere equilibrate dal punto di vista nutrizionale, che sono sterili, pronte all’uso e distribuite in contenitori da 250 ml a 1500 ml di vetro o di plastica.

Queste preparazioni contengono proteine, glucidi, lipidi, sali minerali, acqua, vitamine e oligoelementi e il cui apporto calorico è calcolato sulla base delle condizioni del paziente, del suo stato nutrizionale, della patologia che ha reso necessaria la nutrizione artificiale, delle eventuali complicanze e di altre malattie che possono alterarne il metabolismo.

Come si fa la nutrizione artificiale

Esistono due differenti tipologie di NA, ovvero la nutrizione artificiale enterale e la nutrizione artificiale parenterale, che prevedono differenti dispostivi per la nutrizione artificiale e la scelta dell’una o dell’altra è strettamente legata al quadro clinico del paziente in quanto la modalità di somministrazione risponde a differenti esigenze e difficoltà.

Sia la nutrizione artificiale parenterale che quella enterale possono essere effettuate durante il ricovero del paziente in ospedale ma anche a domicilio e per periodi più o meno lunghi. Inoltre, entrambe assumono il carattere di trattamento medico sostitutivo quando diventano lo strumento di sopravvivenza del paziente.

Vediamo nel dettaglio i due tipi di nutrizione artificiale.

Nutrizione artificiale enterale

Il dispositivo della nutrizione artificiale enterale è un’apposita sonda, detta anche sondino, e questo strumento viene utilizzato per somministrare le sostanze nutritive direttamente all’interno dell’apparato digerente del paziente.

Il sondino, in base alla posizione di ingresso nell’organismo e in base al quadro clinico e alle esigenze specifiche del paziente, può essere:

  • naso-gastrico (sng), ovvero un tubicino morbido, lungo e flessibile, in silicone o in poliuretano, che viene inserito nel naso, passa attraverso la faringe e l'esofago e arriva fino allo stomaco. Si tratta di un dispositivo a elevata biocompatibilità che può rimanere in situ sino a 30 giorni. Prima di essere inserito, viene lubrificato e durante la manovra si chiede al paziente di deglutire o si usa una cannuccia con dell’acqua per evitare conati di vomito;
  • naso-duodenale (snd), ovvero un tubicino con le stesse caratteristiche del precedente ma che, invece di fermarsi allo stomaco, arriva nell’intestino del paziente. Infatti, viene spinto oltre al piloro (regione terminale dello stomaco), fino a raggiungere il duodeno cioè il tratto iniziale dell’intestino tenue;
  • stomia, che può essere di due tipologie differenti ovvero la gastrostomia (PEG o Gastrostomia Endoscopica Percutanea) o la digiunostomia (PEJ o Digiunostomia Endoscopica Percutanea).

Come si sceglie la modalità di nutrizione enterale

Quando si prevede che la NE debba protrarsi per un periodo prolungato, i medici preferiscono l’uso delle stomie perché i dispositivi per la nutrizione artificiale che si utilizzano evitano l’irritazione del naso e delle cavità paranasali, non interferiscono con i meccanismi della tosse e del respiro ed evitano la percezione della sonda ai movimenti della testa e del collo.

Infatti, la Gastrostomia Endoscopica Percutanea e la Digiunostomia Endoscopica Percutanea permettono la somministrazione delle miscele nutrizionali direttamente nello stomaco (nel caso della PEG) o nell’intestino (nel caso della PEJ) attraverso l’uso di una sonda che deve essere posizionata in regime di ricovero o di day-hospital.

Inoltre, se non sopravvengono complicazioni, questo tipo di sonde può rimanere in sede per uno o più anni.

PICC e nutrizione parenterale

Il catetere centrale ad inserimento periferico (PICC, dall'inglese Peripherally Inserted Central Catheter) è il dispositivo per la nutrizione artificiale parenterale (NP).

Si tratta di un tubicino realizzato in silicone o in poliuretano che viene inserito mediante veni puntura periferica, che può essere impiantato solamente da infermieri con un’adeguata preparazione e che può rimanere in situ fino a 12 mesi prima di essere cambiato.

Nella NP avviene la somministrazione delle miscele nutrizionali tramite vena (utilizzando il catetere venoso o le cannule) e le sostanze nutritive vengono trasferite direttamente nella circolazione sanguigna.

È una procedura utilizzata in caso di insufficienza intestinale acuta o cronica, i PICC possono anche essere inseriti anche nei pazienti ematologici con un livello di piastrine molto basso e, inoltre, segnaliamo che esistono PICC specifici per l’età neonatale e pediatrica.

Infine, i cateteri centrali ad inserimento periferico devono quotidianamente essere puliti con soluzione fisiologica ed essere regolarmente medicati (ogni 7 – 10 giorni) da personale altamente specializzato o nei centri appositi situati in genere sul territorio.

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