LA LEUCOCITOAFERESI PER LE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI

LA LEUCOCITOAFERESI PER LE MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI

Le malattie infiammatorie croniche intestinali, note con l’acronimo di MICI, sono un gruppo di patologie a base autoimmune che coinvolgono tutto il tratto intestinale, attivando un’azione infiammatoria della zona coinvolta.

Le MICI più diffuse sono la Malattia di Crohn (MC) e la Colite Ulcerosa (CU). Le cause di queste patologie sono ad oggi ignote, ma sono stati riconosciuti alcuni fattori di rischio quali una predisposizione genetica o una cattiva funzionalità del microbiota intestinale in grado di innescare una risposta immunitaria violenta contro i tessuti intestinali stessi.

La Malattia di Crohn e la Colite Ulcerosa costituiscono patologie croniche o ricorrenti, caratterizzate da fasi di latenza e fasi di forte attività e acutizzazione della malattia stessa, i cui sintomi sono:

  • Nel caso della Malattia di Crohn, diarrea e dolore addominale localizzato;
  • Nel caso della Colite Ulcerosa, diarrea ematica associata spesso a perdita di peso e febbre.

In quanto malattie di tipo cronico, nel tempo possono portare a complicazioni molto invalidanti, come nel caso della Malattia di Crohn, al restringimento del lume del tratto intestinale colpito fino all’occlusione intestinale; e nel caso della Colite Ulcerosa, arrivare ad un quadro acuto di dilatazione del colon che necessita poi di essere trattato tramite intervento chirurgico.

Incidenza

Ad oggi si calcola un’incidenza di circa 200.000 persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali solo in Italia! Purtroppo questo dato è in aumento, e vede il raggiungimento dei picchi più alti in Europa ed America del nord.

Quali sono le principali terapie farmacologiche?

Le terapie mediche utilizzate per trattare le MICI mirano ad indurre alla remissione clinica della malattia, arrestandone le fasi di riacutizzazione. I trattamenti prevedono l’uso di farmaci ad azione specifica e mirata a seconda del grado della malattia:

  • Da lieve a moderato, la terapia farmacologica prevede l’assunzione di 5-ASA, corticosteroidi ed immunosoppressori
  • Da moderato a severo, prevede l’assunzione di farmaci biologici e come ultima opzione si ricorre solitamente alla chirurgia.

Bisogna ricordare però che la Malattia di Crohn e la Colite Ulcerosa sono malattie croniche, il che comporta l’assunzione di questi farmaci a vita, motivo per cui ci si è accorti del forte impatto che gli effetti collaterali hanno sul tenore di vita dei pazienti. Basti pensare che l’assunzione a lungo termine di corticosteroidi e immunosoppressori può causare iperglicemia, ipertensione e, soprattutto, a causa dell’azione immunosoppressiva, aumentare la sensibilità alle infezioni ed incrementare la possibilità di sviluppare tumori.

Per quanto riguarda i farmaci biologici, essi aumentano il rischio di infezioni ed inibendo parzialmente l’attività del sistema immunitario, anch’essi comportano un aumento del rischio di sviluppo di tumori.

L’unica terapia non farmacologica per trattare le MICI è l’aferesi terapeutica, nello specifico è la leucocitoaferesi selettiva chiamata granulo-monocito aferesi (GMA).

Cos’è la leucocitoaferesi e come funziona?

L’aferesi è un processo di separazione dei componenti cellulari e solubili del sangue attraverso un filtro in cui viene fatto passare il sangue del paziente per mezzo di un circuito extracorporeo.

La GMA è un tipo di aferesi che permette la rimozione selettiva di neutrofili e monociti/macrofagi attivati dal torrente ematico del paziente.

Come avviene però di preciso la leucocitoaferesi? Il paziente viene connesso attraverso una puntura venosa ad un circuito esterno che lo collega ad un filtro composto da microparticelle in cui il sangue, passandoci attraverso, subisce un adsorbimento di alcune sue componenti attive, causa del processo infiammatorio in atto, per poi venire reimmesso nel paziente tramite venipuntura nel braccio opposto.

Questo filtro ha la peculiarità di riuscire a ridurre il processo infiammatorio attraverso l’azione immunomodulante e di promuovere la rigenerazione cellulare, senza effetti collaterali.

Il trattamento standard basato sulla leucocitoaferesi prevede una sessione a settimana per cinque settimane, ha una durata di 60 minuti ed è possibile effettuarlo presso i centri trasfusionali. In aggiunta, la GMA può essere praticata anche in altre due modalità: come terapia ponte per fare in modo che il trattamento farmacologico torni ad avere gli effetti desiderati, per tutti quei pazienti diventati refrattari a causa dell’assunzione degli stessi per un lungo periodo; oppure in combinazione con i farmaci biologici per aumentarne l’efficacia e prolungare la fase di remissione clinica della malattia.

La granulo-monocito aferesi risulta essere, perciò, l’unico trattamento non farmacologico per pazienti che hanno sviluppato una refrattarietà ai farmaci steroidei, intolleranti o non responder ai farmaci biologici, o per tutti coloro controindicati alle terapie convenzionali come persone fragili, anziani, bambini e donne in gravidanza.

I risultati di numerosi studi scientifici circa l’utilizzo della GMA (leucocitoaferesi) nelle malattie infiammatorie croniche intestinali dimostrano come si possano prolungare i periodi di remissione clinica mantenendo un ottimo profilo di sicurezza e tollerabilità.

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