TERAPIE CHIRURGICHE O ENDOSCOPICHE PER L'OBESITA'

TERAPIE CHIRURGICHE O ENDOSCOPICHE PER L'OBESITA'

L’obesità è una malattia grave caratterizzata da un accumulo patologico di grasso corporeo. Le sue conseguenze sullo stato di salute e sulla qualità della vita possono essere molto gravi e spesso è causa dell’insorgere di ulteriori problematiche pericolose come la pressione alta, la sindrome metabolica, l’ictus, le neoplasie, il diabete mellito, le apnee notturne, l’ipercolesterolemia e l’aumento dei trigliceridi, le patologie cardiovascolari, ma non solo.

In fase iniziale, per rilevare velocemente se un individuo si trova in condizione di obesità, si utilizza l’indice di massa corporea IMC (o BMI, body mass index) anche se il risultato che se ne ricava non è tra i più precisi. Questo valore, infatti, non tiene conto di tutti i fattori che entrano in gioco nel problema, primi tra tutti la massa dello scheletro e della muscolatura.

Per contrastare e combattere questa patologia, la medicina mette, ad oggi, a disposizione sia terapie chirurgiche contro l’obesità, sia terapie endoscopiche contro l’obesità oltre a trattamenti medici, farmacologici e dietologici.

Dopo una breve panoramica sull’indice di massa corporea, vediamo quindi nel dettaglio quali sono le tecniche chirurgiche ed endoscopiche a disposizione contro il problema dell’obesità.

Come si calcola l’indice di massa corporea IMC (o BMI, body mass index)

L’IMC di un individuo si ottiene calcolando il rapporto tra il peso (espresso in kg) e l’altezza (espressa in metri) al quadrato e, convenzionalmente, il valore così ottenuto rientra in uno dei seguenti intervalli:

  • IMC < 16 = grave magrezza;
  • IMC 16,00 - 18,49 = sottopeso;
  • IMC 18,50 - 24,99 = normopeso;
  • IMC 25,00-29,99 = sovrappeso;
  • IMC 30,00-34,99 = obeso classe 1;
  • IMC 35,00-39,99 = obeso classe 2;
  • IMC > 40 = obeso classe 3.

Ricordiamo che l’indice di massa corporea, seppur molto utilizzato, non considera la massa muscolare, la massa ossea e la proporzione esistente tra la lunghezza degli arti e della statura e nemmeno l’età. Di conseguenza, non è in grado di valutare la reale composizione corporea dell’individuo e non permette di conoscere la distribuzione del grasso all’interno del corpo.

Terapie endoscopiche

Laddove sia possibile, si consiglia l’endoscopia come primo trattamento contro l’obesità essendo una tecnica mininvasiva, ripetibile e caratterizzata da un rischio di complicanze molto inferiore rispetto agli interventi chirurgici per poi passare all’intervento chirurgico più adatto in caso di necessità.

Per quanto riguarda le terapie endoscopiche contro l’obesità, ci soffermiamo sulle seguenti tecniche:

  • terapia endoscopica con pallone intragastrico;
  • endoscopia bariatrica.

Terapia endoscopica con pallone gastrico

Il pallone endogastrico utilizzato nella terapia endoscopica contro l’obesità è un dispositivo medico in silicone che viene posizionato all’interno del lume gastrico in sedazione o in anestesia generale e mediante gastroscopia.

L’obiettivo del pallone gastrico è di indurre un precoce senso di sazietà dopo l’introduzione di piccole quantità di cibo.

L’intervento deve essere affiancato da un da un programma a lungo termine di terapia dietetico/comportamentale per il mantenimento del peso corporeo e ha una durata di 6 – 12 mesi.

Endoscopia bariatrica

Tra le terapie endoscopiche contro l’obesità rientra l’endoscopia bariatrica attraverso la quale si effettuano delle suture lungo la parete dello stomaco. In tale procedura si utilizza il gastroscopio, che si inserisce attraverso la bocca del paziente, e non vengono praticati tagli.

L’obiettivo dell’endoscopia bariatrica è di ridurre il volume dello stomaco, quindi la capacità gastrica, al fine di facilitare il raggiungimento del senso di sazietà del paziente.

Terapie chirurgiche

Si ricorre alle terapie chirurgiche contro l’obesità quando le alternative terapie endoscopiche, abbinate ad un corretto regime alimentare e a una attività fisica regolare e mirata non sono sufficienti a risolvere il problema.

Gli interventi chirurgici praticabili in questi casi sono:

  • bendaggio gastrico regolabile;
  • by-pass gastrico;
  • diversione biliopancreatica;
  • Sleeve Gastrectomy.

Bendaggio gastrico regolabile

Tra le terapie chirurgiche contro l’obesità, il bendaggio gastrico regolabile è quello meno invasivo e meno rischioso. Si tratta di un intervento restrittivo meccanico che riduce forzatamente l'introduzione di cibo aumentando il senso di sazietà durante i pasti.

Ne consegue che la riduzione della quantità di cibo ingerita porta alla perdita di peso.

By-pass gastrico

Il by-pass gastrico è un intervento restrittivo ormonale. Questa terapia chirurgica contro l’obesità agisce direttamente sul tubo digerente riducendo la produzione di alcuni degli ormoni responsabili della fame ed aumentando, invece, la produzione di quelli che aumentano il senso di sazietà.

A questa procedura conseguono ovviamente una forte riduzione dell'appetito ed una sazietà che arriva in maniera precoce (cioè dopo pochi bocconi).

Con questo intervento si raggiunge, nei primi anni, una diminuzione importante del peso corporeo (anche maggiore del 60% del sovrappeso) senza che il paziente debba fare grandi sforzi ma nel lungo periodo la capacità di mantenere le nuove abitudini alimentari e di proseguire con regime alimentare ipocalorico sono fondamentali.

Diversione biliopancreatica

La diversione biliopancreatica è una terapia chirurgica contro l’obesità che mira a posticipare l'incontro tra i succhi digestivi e gli alimenti ingeriti al fine di ridurre la digestione e, dunque, l'assorbimento dei cibi.

Sleeve Gastrectomy

La Sleeve Gastrectomy è una terapia chirurgica contro l’obesità rapida, efficace e quasi del tutto priva di complicazioni nutrizionali (cioè con minime carenze postoperatorie).

Si tratta, come per il by-pass gastrico, di un intervento chirurgico che agisce direttamente sul tubo digerente riducendo la produzione di alcuni degli ormoni responsabili della fame ed aumentando, invece, la produzione di quelli che aumentano il senso di sazietà.

Si ottiene, di conseguenza, una forte riduzione dell'appetito ed una sazietà che arriva in maniera precoce (cioè dopo pochi bocconi).

Con questo intervento si raggiunge, nei primi anni, una diminuzione importante del peso corporeo (anche maggiore del 60% del sovrappeso) senza che il paziente debba fare grandi sforzi ma nel lungo periodo la capacità di mantenere le nuove abitudini alimentari e di proseguire con regime alimentare ipocalorico sono fondamentali.

Ad oggi, è l'intervento più eseguito in Italia e nel mondo negli ultimi anni anche perché garantisce una buona qualità di vita postoperatoria.

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