TRATTAMENTO ENDOSCOPICO DELLE FISTOLE

TRATTAMENTO ENDOSCOPICO DELLE FISTOLE

Una fistola rappresenta una condizione potenzialmente grave e pericolosa che può verificarsi in una molteplicità di patologie cliniche. Si tratta di un canale anomalo, ovvero non appartenente alla normale struttura anatomica del corpo umano, che collega un viscere con l’esterno o con una zona interna della cavità addominale.

Generalmente possono insorgere in seguito ad intervento chirurgico: in tal caso è necessario intervenire con la massima tempestività onde ridurre al minimo il rischio di insorgenza di infezioni, che se non adeguatamente trattate possono divenire ricorrenti e portare a dolore, infiammazioni, danni agli organi e persino morte.

L’endoscopia nel trattamento delle fistole

Il trattamento endoscopico delle fistole costituisce una procedura minimamente invasiva che consente la chiusura e riparazione dell’apertura creatasi attraverso l’ausilio di un endoscopio, grazie a cui il gastroenterologo è in grado di individuare la parte lesionata e intervenirvi.

Un approccio endoscopico in questi casi presenta il vantaggio di poter procedere in regime ambulatoriale: la procedura è meno dolorosa rispetto a quelle eseguite in laparoscopia e consente una ripresa più veloce, con minor rischio di infezioni future.

L’endoscopia non sempre è il trattamento di prima scelta da parte dei medici per la riparazione di fistole gastrointestinali: a seconda del loro posizionamento e dello stadio di avanzamento, il gastroenterologo potrebbe preferire di avvalersi prima di altre opzioni terapeutiche. Se tuttavia il corpo del paziente non dovesse rispondere correttamente, potrebbe essere necessario ricorrere a un trattamento di tipo endoscopico.

Preparazione al trattamento endoscopico delle fistole

A seconda della valutazione clinica effettuata, sarà il gastroenterologo a fornire istruzioni al paziente su come prepararsi alla procedura.

Generalmente, la fase di preparazione consiste nell’adozione di una dieta liquida affiancata dall’utilizzo di lassativi o clisteri finalizzati alla pulizia dell’intestino, indispensabile per consentire al medico una corretta osservazione dei tessuti lesionati. Per gli stessi motivi è consigliabile evitare di bere o mangiare per almeno dodici ore.

Altrettanto importante è informare il medico di eventuali allergie o farmaci assunti.

Al termine dell’intervento, dopo un breve periodo da trascorrere sotto osservazione, il paziente sarà libero di tornare a casa. Ciononostante, è altamente consigliabile essere accompagnati, in quanto l’effetto della sedazione potrebbe prolungarsi per qualche ora, rendendo pericoloso mettersi alla guida o svolgere le normali attività quotidiane. L’effetto è comunque destinato a svanire in breve tempo e non rappresenta un sintomo preoccupante.

Come viene eseguita la procedura endoscopica per il trattamento delle fistole

Una volta fatto distendere il paziente su un fianco, il medico procederà alla sedazione per via endovenosa od orale, a seconda delle necessità del singolo soggetto e della sua storia clinica, al fine di ridurre al minimo il dolore e rendere la procedura più sopportabile.

Dopodiché sarà possibile proseguire con l’inserimento dell’endoscopio nella bocca o nell’ano, in base alla posizione della fistola da trattare. Ogni immagine catturata dall’endoscopio verrà trasmessa in tempo reale su un monitor presente in sala, tramite cui il gastroenterologo sarà in grado di orientarsi e osservare nel dettaglio la condizione dei tessuti.

Una volta individuata la fistola, si procederà tramite appositi strumenti alla pulizia e alla preparazione dell’area, per poi procedere con la riparazione vera e propria, che avviene generalmente attraverso la suturazione o l’inserimento di clip di metallo. L’apertura sarà poi a sua volta sigillata per consentire la guarigione dei tessuti.

Rischi e complicazioni

Il trattamento endoscopico delle fistole non è una procedura esente da rischi. I rischi in questione includono eventuali infezioni o la possibilità che le clip applicate possano staccarsi dai tessuti in via di guarigione.

In questi casi sarà necessario intervenire al fine di evitare l’insorgenza di complicazioni più difficili da trattare.

È bene comunque ricordare che, in linea generale, i trattamenti endoscopici, proprio per la loro minima invasività, presentano un rischio di complicanze decisamente più ridotto rispetto ad altre tipologie di interventi più ricorrenti e conosciute.

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